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Intorno a noi / Ercolano

Vengo dall’aver parlato […] del Vesuvio e

della recentissima scoperta della città di Ercolano.

Niente al mondo è più singolare che aver ritrovato

un’intera città nel seno della terra.

Charles de Brosses, 1739

 

Il 24 agosto del 79 d.C. il Vesuvio si risvegliò dopo un lunghissimo sonno, cogliendo di sorpresa le popolazioni dell’area.

L’eruzione fu apocalittica: la vita ai piedi del vulcano fu cancellata. Delle città scomparse si perse perfino la memoria. Solo 1700 anni dopo le cittadine vesuviane tornarono alla luce, offrendo all’umanità i due più importanti siti archeologici del mondo: Ercolano e Pompei.

I primi scavi sono stati proprio quelli nell’area di Ercolano (Re Carlo di Borbone ordinò nel 1738 l’inizio ufficiale degli scavi), con tecniche che oggi diremmo approssimative.

Diversamente da Pompei, sepolta da uno strato di cenere e lapilli, Ercolano fu ricoperta da una fiumara di fango piroclastico che ha consentito una perfetta conservazione anche dei materiali organici, come tessuti e legno.

Fu subito evidente, comunque, la straordinaria importanza dei ritrovamenti, che testimoniavano l’antichità romana in tutta la sua attualità e le sue manifestazioni.

 Ercolano, al momento dell'eruzione, contava circa 4.000 abitanti ed era estesa per 20 ettari entro la cinta muraria, di cui è visibile solo un tratto prospiciente la spiaggia. Rispetto a Pompei, città commerciale, Herculaneum era un luogo di vacanze per i ricchi Romani, come testimoniano le ville rivolte scenograficamente verso il mare. 

Tra gli edifici privati, di cui gran parte si presenta su più livelli, sono da ricordare  la Casa del Rilievo di Telefo, per la raffinata decorazione in marmo; la Casa di Nettuno e Anfitrite, che presenta la più bella decorazione a mosaico della città; la Casa dei Cervi, per gli ambienti sontuosi e per lo splendido giardino nel quale sono state ritrovate le statue di cervi assaliti da cani, del Satiro con otre e di Ercole ubriaco. 

Su tutto primeggia la superba Villa dei Papiri, ampia come una dimora imperiale, celebre per le sculture oggi esposte al Museo Archeologico di Napoli e, soprattutto, per la biblioteca di testi filosofici: una collezione unica al mondo che consta di oltre 1800 papiri. 

Così come a Pompei, ad Ercolano avevano un’importanza enorme le terme, visto che gli abitanti non possedevano tutti l'acqua in casa e quindi usufruire delle piscine termali diveniva necessario. Ma allo stesso tempo era un autentico fenomeno di costume, espressione di una particolare concezione del tempo libero.
Si andava alle terme non solo per fare il bagno, ma anche per passeggiare, mangiare, bere, incontrare amici, conversare, fare conoscenze, cercare appoggi politici. Le terme diventarono quindi un'occasione di vita sociale in un ambiente che per sua stessa natura facilitava gli incontri.

Le terme suburbane di Ercolano si distinguono per essere uno dei complessi termali meglio conservati dell’antichità, con la splendida pavimentazione a mosaico raffigurante animali marini. 

Tra gli edifici caratteristici, inoltre, vi sono certamente i thermopolia, luoghi di ristoro dove si servivano bevande e cibi caldi. Il pasto era a base di focacce, pesce fritto, uova, olive, salsicce e anche dolciumi e frutta. Il vino era la bevanda più diffusa: era tagliato con acqua e aromatizzato con miele, spezie o erbe.  

A completare l’esperienza è però necessaria una visita ai fornici, ambienti a volta (magazzini portuali e ricoveri per barche) che si aprono sulla spiaggia. In essi sono stati rinvenuti circa 300 scheletri umani, terribile testimonianza dell'eruzione del 79 d.C.: qui, infatti, avevano cercato scampo, assieme a quanto di più prezioso erano riusciti a recuperare, in particolare monili e monete, gli Ercolanesi fuggiti sul litorale, dove però furono sorpresi e annientati dall'alta temperatura causata dalle nubi ardenti esplose dal vulcano.  

 

La visita agli scavi di Ercolano offre al visitatore la possibilità di osservare il tessuto urbano, la distribuzione delle case, il magnifico complesso termale, la sontuosa palestra e la monumentale basilica. Il perfetto stato di conservazione dei legni, delle parti in bronzo e soprattutto degli alzati delle case, restituisce un quadro completo sia dell'edilizia residenziale, sia dei vari stili della pittura vesuviana. 

Tutto questo ci permette di immergerci completamente nella vita quotidiana e nel modo di abitare degli antichi Romani: uno straordinario tuffo nel passato.

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