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Intorno a noi / Napoli

Parto. Non dimenticherò né via Toledo né tutti gli altri

quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun

paragone, la città più bella dell’universo.

Stendhal, 1817

 

Nel cuore dell’Europa e del Mediterraneo, la città di Napoli non smette di incantare ospiti e viaggiatori curiosi con la sua bellezza, frutto di una storia secolare che ancora oggi è possibile leggere tra le sue strade. 

Innumerevoli sono i tesori artistici da visitare, a partire dal centro storico, col suo impianto greco-romano ancora chiaramente visibile, oggi patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco; e ancora, i palazzi, le chiese, le catacombe e i percorsi sotterranei, il Museo Archeologico; i luoghi del potere medievale e rinascimentale addensati attorno a Castel Nuovo e Palazzo Reale; il lungomare, da Castel dell’Ovo a Posillipo, con lo sfondo dominato dal Vesuvio; il Palazzo Reale di Capodimonte e la Certosa di San Martino, collezioni museali tra le più importanti del mondo.

Le origini della città si perdono nel tempo e in leggende fascinose.

Secoli di stratificazioni hanno prodotto il risultato oggi ammirato dai turisti di tutto il mondo.

 Una visita di Napoli deve necessariamente partire dal suo “ventre”, il centro storico greco-romano.

È qui che si sente pulsare il cuore cittadino: tra i suoi vicoletti, le botteghe degli artigiani e le sue innumerevoli pizzerie, ammirando le meraviglie artistiche che saltano fuori dagli angoli più inaspettati. È questo anche il centro “culturale” di Napoli, dove ha sede la Federico II, la più antica università pubblica del mondo (fu fondata nel 1224).

Il modo ideale per immergersi pienamente nella realtà di Napoli è quello di percorrere il decumano inferiore, la cosiddetta Spaccanapoli, prendendo come punto di partenza piazza del Gesù. Qui si incontra uno dei principali monumenti della città, l’austera chiesa di Santa Chiara, fatta costruire nel 1310 da Roberto d’Angiò in stile gotico provenzale e danneggiata dai bombardamenti nel 1943. Nella chiesa sono conservati i monumenti sepolcrali (XIV secolo) della famiglia reale angioina, opera di scultori della scuola toscana. Imperdibile una passeggiata nel celebre Chiostro delle Clarisse; qui Napoli diventa improvvisamente silenziosa e profumata di glicini e narcisi.

A seguire si giunge in piazza San Domenico, uno dei più notevoli interventi urbanistici di età aragonese, efficace coesistenza di stili architettonici diversi: la chiesa (opera angioina del XIII secolo), sede dell’ordine dei domenicani, è legata alla dinastia aragonese, di cui sono conservate le arche funebri.

Celebre il suo Studio: qui ha insegnato san Tommaso d’Aquino e sono stati alunni i filosofi Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Quasi nascosta in una viuzza laterale di vico San Domenico troviamo la piccola ma straordinaria Cappella Sansevero. Una visita a questo spettacolare complesso barocco è d’obbligo. In un trionfo di singolari opere d’arte è conservata la scultura del Cristo Velato, opera di Giuseppe Sammartino: il trattamento virtuosistico del marmo, la delicatezza dei trapassi dei piani e i giochi di luce ne fanno un vero capolavoro.

Proseguendo attraverso un ideale itinerario si giunge in piazzetta Nilo, laddove è possibile ammirare la statua tardo-imperiale della divinità fluviale del Nilo, riapparsa nel XII secolo, cui i napoletani diedero l’appellativo affettuoso di Corpo di Napoli. Qui sorge la chiesetta di Sant’Angelo a Nilo: costruita nel 1385, conserva al suo interno il bellissimo sepolcro rinascimentale del cardinale Rinaldo Brancaccio, capolavoro di Donatello e Michelozzo.

Passeggiando lungo via San Biagio dei Librai si può curiosare nei numerosi negozietti di antiquariato, arredi sacri e gioiellerie.

Via San Gregorio Armeno, con il suo scenario brulicante, è il cuore della Napoli artigiana. Nei due mesi che precedono il Natale diventa la via più vivace del centro storico, riempiendosi di bancarelle che vendono statuine e decorazioni per il presepe.

Sicuramente da provare è il viaggio nel sottosuolo della Napoli sotterranea, un’esperienza di grande suggestione che rivela segreti, storie e leggende della città attraverso le stratificazioni ancora chiaramente leggibili.

Il Duomo della città, di impianto gotico, è situato ai margini del centro storico e fu portato a termine, per volontà di Roberto D’Angiò, nel 1313 e dedicato all’Assunta.

All’interno presenta una struttura a croce latina, ripartita in 3 navate, ed è riccamente decorato. Sul lato destro dell’abside c’è l’ingresso al battistero di San Giovanni in Fonte, eretto tra il IV e il V secolo e, dunque, il più antico edificio di questo tipo dell’Occidente cristiano. Oltre alle cappelle medioevali ricche di affreschi e decorazioni, è da vedere la mirabile Cappella del Tesoro di San Gennaro, costruita tra il 1609 e il 1637. Per la sontuosa decorazione pittorica furono chiamati gli artisti più rinomati dell’epoca (Fanzago, Domenichino, Ribera, Lanfranco). La magnificenza della cappella è sottolineata dai preziosi arredi e dai grandi busti reliquiari in argento. Qui, per due settimane, in occasione del presunto miracolo, viene esposto il reliquiario del sangue di san Gennaro.

Attraversata via Duomo si apre sulla destra il complesso del Pio Monte della Misericordia, fondato nel 1601. La chiesa ottagonale ospita, sull’altare maggiore, la grande tela raffigurante le Sette opere di Misericordia, uno dei capolavori napoletani di Caravaggio, che qui operò, con diversi intervalli, tra il 1606 e il 1610, anno della sua morte.

La zona compresa fra Castel Nuovo e il Museo Archeologico Nazionale, passando per via Toledo e i quartieri spagnoli, è l’altro centro vitale di Napoli, probabilmente la parte della città che i napoletani considerano più rappresentativa e che racchiude alcuni dei monumenti simbolo della città: il Maschio Angioino, il Palazzo Reale, piazza del Plebiscito, il Teatro San Carlo, la Galleria Umberto I, il Museo Archeologico Nazionale.

Castel Nuovo (chiamato così per distinguerlo dalle più antiche residenze reali, Castel dell’Ovo e Castel Capuano) è noto anche come Maschio Angioino.

L’imponente fortezza fu iniziata nel 1279 da Carlo I d’Angiò, ma riedificata sotto gli Aragonesi per celebrare l’ingresso trionfale in città di Alfonso d’Aragona nel 1443.

Al suo interno è da ammirare la famosa Sala dei Baroni, opera del Sagrera, palcoscenico di una violenta rappresaglia impressa dal re Ferrante ai nobili che cospiravano contro di lui (anno 1487).

Ricchi di fascino sono il Teatro San Carlo - inaugurato il 4 novembre 1737 -, il più antico teatro lirico del mondo, e lo storico caffè Gambrinus - fondato nel 1860 -,  in passato meta prediletta di poeti e intellettuali.

Attraversata piazza Trieste e Trento si sbocca sulla famosa piazza del Plebiscito, la più vasta della città, spettacolare cornice di manifestazioni culturali e di concerti. Ne caratterizza il profilo la chiesa di San Francesco di Paola, con il suo colonnato neoclassico e l’interno ispirato al Pantheon di Roma. Al centro della piazza le due statue equestri di Carlo di Borbone (opera di Antonio Canova) e di Ferdinando I guardano il grande Palazzo Reale e le statue rappresentative delle diverse dinastie susseguitesi al comando della città, da Ruggero il Normanno fino al re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Tra i musei di Napoli, grande prestigio è riconosciuto al Museo Archeologico Nazionale, il più importante museo del mondo per l’archeologia classica. Per la sua storia, prima ancora che per la ricchezza straordinaria delle sue collezioni, rappresenta un momento fondamentale della formazione della cultura classica in Europa. Carlo di Borbone collocò in questo palazzo (l’antico “Palazzo degli Studi”, cioè l’università) la più grande raccolta d’arte d’Italia, la collezione Farnese ereditata dalla madre Elisabetta. A questo patrimonio si aggiunse negli anni la più grande raccolta archeologica del tempo, costituita dai reperti delle città e delle ville sepolte dal Vesuvio nel 79 d.C. Il nucleo più prezioso del Museo è formato dai mosaici, le pitture, i gioielli, gli oggetti recuperati dalle case vesuviane. Una collezione senza paragoni al mondo, che attira naturalmente milioni di visitatori.

Nella sezione dei mosaici, quelli della casa del Fauno costituiscono il nucleo più prezioso per qualità, ricchezza figurativa e fama seguita alla scoperta. Il più celebre tra questi, il mosaico di Alessandro, copia di una famosa pittura ellenistica che raffigura la battaglia tra Alessandro Magno, raffigurato a cavallo, e Dario III, in fuga sul suo carro.

Altro punto di forza è la meravigliosa collezione di sculture classiche, in massima parte copie romane di originali greci: sono imperdibili l’Ercole Farnese, copia colossale dell’originale di Lisippo, e il Toro Farnese, forse la più grande scultura giuntaci dall’antichità.

Ricchissima la collezione di cammei e gemme intagliate, tra i quali spicca l’eccezionale Tazza Farnese, il cammeo più celebre dell’antichità, appartenuto a Federico II di Svevia e Lorenzo il Magnifico.

Seconda per importanza in Italia solo a quella di Torino è la collezione egizia.

Singolare il Gabinetto Segreto, una sezione museale che ricostruisce la collezione ottocentesca di opere all’epoca considerate ‘oscene’ e riservate solo a visitatori autorizzati. Si tratta di sculture, affreschi, mosaici, amuleti, lucerne e graffiti di soggetto erotico, rinvenute principalmente negli scavi vesuviani.

Il lungomare fra Castel dell’Ovo e Posillipo, con il panorama su tutto il Golfo, il Vesuvio e le isole, è l’immagine più famosa di Napoli. Il profilo della costa è dominato dalle massicce

mura tufacee di Castel dell’Ovo, il più antico della città, maestosamente intrecciato all’antico borgo marinari, sull’isolotto di Megaride.

Passeggiando lungo la famosissima via Caracciolo, che corre parallela alla villa comunale e all’incantevole Riviera di Chiaia, si gode uno dei panorami più belli di Napoli, il tutto incorniciato dal blu intenso del mare.

A dominare il paesaggio napoletano, dall’alto di una collina, vi è uno dei monumenti più rappresentativi e più raffigurati nelle vedute della città: Castel Sant’Elmo, costruito nel XIV sec. da Tino di Camaino, per ordine del re Roberto.

Accanto al castello trova posto il monumentale complesso della Certosa di San Martino, anch’essa di origine angioina. Fu trasformata tra gli ultimi anni del ‘500 e la metà del ‘600 dai più noti architetti ed artisti dell’epoca (Dosio, Fanzago), diventando la più compiuta espressione del barocco napoletano e uno dei più grandiosi monumenti della città.

Fiore all’occhiello della città è il Palazzo Reale di Capodimonte, circondato dal suo vasto parco. Carlo di Borbone, cacciatore appassionato, volle costruire qui un casino di caccia. In seguito ampliò il progetto e fece edificare un palazzo per sistemarvi le preziose collezioni farnesiane. Il Palazzo Reale è oggi sede del Museo Nazionale di Capodimonte, uno dei più importanti del mondo per la pittura e le arti decorative. Il nucleo più rilevante del museo proviene dalla collezione Farnese, iniziata da papa Paolo III ed ereditata da Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. La quadreria comprende più di 200 capolavori: Masaccio, Botticelli, Raffaello, Michelangelo, Ribera, Tiziano, Mantegna, Correggio, El Greco, Lorenzo Lotto, Parmigianino, Annibale Carracci, Bruegel. Altrettanto eccezionale è la Galleria della pittura a Napoli tra XIII e XIX secolo: il San Ludovico da Tolosa di Simone Martini, la sconvolgente Flagellazione di Caravaggio, e ancora capolavori di Colantonio, Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena, Mattia Preti. La sezione dedicata all’Ottocento è ricca di opere dei pittori della scuola di Posillipo. Anche la sezione contemporanea annovera firme di assoluto rilievo: da Alberto Burri ad Andy Warhol, da Carlo Alfano a Mimmo Paladino.

Insolita e sorprendente, infine, l’esplorazione dei nuovi luoghi dell’arte contemporanea: edifici monumentali come il PAN (Palazzo delle Arti Napoli), il MADRE (Museo d’Arte Contemporanea) o le stazioni d’arte del metrò, illustrano tangibilmente l’originalità di un panorama culturale in continuo fermento.

Nel Palazzo Donnaregina ha sede il MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina), un grande museo di respiro internazionale che ospita importanti lavori di Long, Bianchi, Clemente, Horn, Kapoor, Kounellis, Paolini, Sol Lewitt, Serra, e tanti altri.

“Il miglior museo d’arte contemporanea d’Italia”. Così è stata definita la linea 1 della metropolitana di Napoli. Infatti le fermate comprese nella tratta Vanvitelli-Dante, che unisce il centro storico al Vomero, sono conosciute come le “stazioni dell’arte”. Mentre architetti di fama internazionale hanno rivalutato lo spazio circostante, le stazioni sono state arricchite di opere d’arte contemporanea.

Città dalla straordinaria bellezza, cantata dai visitatori di ogni epoca, Napoli appare ai nostri occhi come una realtà fuori dall’ordinario, da vivere con tutti i sensi: arte, musica, spettacoli, piatti prelibati, luoghi segreti: una meta ideale per chi è in cerca di nuovi stimoli ed emozioni.  

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