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Intorno a noi / Pompei

Domenica andammo a Pompei. - Molte sciagure sono accadute nel mondo,

ma poche hanno procurato altrettanta gioia alla posterità.

Credo sia difficile vedere qualcosa di più interessante.

[...] Un posto mirabile, degno di sereni pensieri.

Johann Wolfgang Goethe (1739-1832), Viaggio in Italia, 1816 

 

La mattina del 24 agosto del 79 d.C. si sentì un boato nella regione vesuviana. Dal vulcano si levò una nube “nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco”, dalla forma simile ad un pino, che oscurò il cielo. Una pioggia di lapilli e frammenti litici ricoprì Pompei: durò fino al giorno dopo facendo crollare i tetti e mietendo le prime vittime. I Pompeiani tentarono di ripararsi nelle case o sperarono nella fuga; ma alle 7.30 del 25 agosto, una scarica violentissima di gas tossico e cenere ardente devastò la città. Una pioggia di cenere finissima avvolse ogni cosa.

E quando, dopo due giorni, la furia degli elementi si placò, nulla era più come prima. 

Da questa terrificante distruzione, la cui testimonianza è giunta a noi grazie alle lettere di Plinio il giovane, nacque il mito di Pompei.

Fu a partire dal XVI secolo che si ebbero le prime scoperte, ma solo nel 1748 cominciò l’esplorazione sistematica grazie al re di Napoli Carlo III di Borbone. 

Gli scavi di Pompei ci restituiscono l’immagine più completa e vivida di una società in uno specifico momento della sua storia: una scoperta che non ha eguali e che rende Pompei il sito archeologico più suggestivo e famoso del mondo, tale da meritare l’ingresso nel patrimonio dell’umanità UNESCO. 

Il lavoro degli archeologi ha infatti portato alla luce numerosi esempi di edifici che contribuiscono a ben definire la fisionomia della città antica sia nelle manifestazioni artistiche, sia nella sua vita quotidiana.

L’aspetto più sorprendente è proprio l’alto numero di case conservate, con tutto il corredo di botteghe, osterie e forni. In molti di questi luoghi, inoltre, sono rimasti intatti numerosi suppellettili che ci permettono di penetrare gli aspetti più intimi della vita quotidiana di duemila anni fa.

Di questo ci rendiamo immediatamente conto percorrendo la cosiddetta via dell’Abbondanza, una delle più importanti arterie cittadine.

Su di essa, difatti, si affacciano botteghe artigiane, osterie, locande, tintorie e abitazioni private.

In questa stessa zona si trovano le Terme Stabiane, il più antico impianto pompeiano del genere. Occorre ricordare che non tutti i Pompeiani possedevano l'acqua in casa e quindi usufruire delle piscine termali era una necessità; ma era pure un fenomeno di costume, espressione di una particolare concezione del tempo libero. Si andava alle terme non solo per fare il bagno, ma anche per incontrare amici, conversare, cercare appoggi politici: le terme diventavano un'occasione di vita sociale. 

Nei pressi di via dell’Abbondanza si trova, sempre affollato di turisti, il notissimo Lupanare: un edificio a due piani la cui destinazione è rivelata da esplicite pitture erotiche e dai graffiti.

Il centro vivo della città era però il Foro: una grande piazza rettangolare, pavimentata in travertino e cinta su tre lati da un porticato. Intorno alla piazza sorgevano i principali edifici religiosi, politici ed economici, ed il suo perimetro era ornato con statue raffiguranti la famiglia imperiale e i cittadini più illustri.

Sulla piazza si affacciano, infatti, il Capitolium (il tempio dedicato a Giove), il Tempio di Apollo e la Basilica, il più importante edificio pubblico, sede del tribunale e centro della vita economica. Rilevanti sono anche il Tempio di Vespasiano, dedicato al culto imperiale, i Granai pubblici dove si raccoglievano i cereali per la vendita, e il Macellum, il mercato coperto dei generi alimentari freschi, come carne e pesce, con tabernae (cioè botteghe) all’interno. 

Al Foro si contrappone il quartiere dei teatri, cuore pulsante delle attività culturali e religiose pompeiane. Qui sono tornati alla luce il Teatro Grande - dove si rappresentavano commedie di Plauto e Terenzio, i mimi e pantomimi (spettacoli con danza e musica) – e l’Odeion (o Teatro piccolo), forse destinato a spettacoli musicali e declamazioni poetiche, la cui copertura serviva ad assicurare un’ottima acustica. 

Di forte impatto per il visitatore è senza dubbio l’Anfiteatro, il più antico del genere che si sia conservato, capace di accogliere oltre 20.000 spettatori. All’interno si ospitavano giochi tra gladiatori e lotte con gli animali, spettacoli che riscuotevano sempre grande favore. Sull'asse maggiore dell'arena si aprivano due porte: per una entrava la parata dei partecipanti ai giochi, dall'altra erano portati via i corpi esanimi o feriti. 

Passando agli edifici privati, da non perdere è sicuramente la casa del Fauno, forse la più bella per l’eleganza delle sue architetture e per i famosi mosaici che la impreziosivano, come quello raffigurante la battaglia di Alessandro e Dario, un capolavoro oggi al Museo Archeologico di Napoli.

Mirabili sono anche la famosa casa dei Vettii, celebre per gli splendidi affreschi che ne adornano le pareti, e la casa del Poeta Tragico, caratterizzata dal celeberrimo mosaico all’ingresso raffigurante un cane alla catena, con la scritta CAVE CANEM: “Attenti al cane”.

Uno dei più importanti edifici di Pompei, molto amato dai visitatori, è la Villa dei Misteri, celebre soprattutto per i suoi dipinti. Il più conosciuto è il grandissimo affresco che dà il nome alla casa: ventinove figure a grandezza naturale rappresentate con colori vivaci su fondo rosso, forse una scena d’iniziazione al culto dionisiaco o ai misteri orfici. 

Commovente, infine, è la vista del cosiddetto “Orto dei Fuggiaschi”: durante lo scavo vi furono trovati i corpi di 13 vittime dell'eruzione del 79 d.C., sopraffatte mentre cercavano di porsi in salvo, e di essi furono eseguiti i calchi, poi ricollocati nella posizione in cui furono rinvenuti: si rivela così ai nostri occhi, in quei corpi di adulti, giovani e bambini, e nei loro ultimi gesti di vita, l’immagine autentica di quella spaventosa tragedia.

 

Visitare gli scavi è una sorpresa continua. È come compiere un viaggio nel tempo che ci permette di respirare l’atmosfera antica della vita al tempo dell’impero romano.

Un’esperienza unica.

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