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Intorno a noi / Vesuvio

Davanti a me il Vesuvio.

Adesso butta fiamme e fuma.

Uno spettacolo straordinario!

Figuratevi un enorme fuoco d’artificio che

non s’arresta per un solo minuto.

Nicolaj V. Gogol’, da una lettera alla madre da Napoli, 1838

 

Il Vesuvio, unico vulcano attivo dell’Europa continentale, è probabilmente il vulcano più famoso del mondo e con la sua inconfondibile linea cinge e sovrasta il golfo di Napoli. Lo splendido panorama dall’alto spazia dalla penisola sorrentina a Capo Posillipo, in un abbraccio mozzafiato che stordisce lo spettatore. 

Le forze incontrollabili della natura materializzatesi nel vulcano hanno affascinato da sempre scrittori, poeti e artisti, come Wolfang Goethe, Alexandre Dumas e Charles Dickens. Essi trovarono nel Vesuvio una suggestiva fonte di ispirazione esaltandone il valore romantico e testimoniando lo stupore di fronte alla sua selvaggia bellezza.  

Maestoso e inquietante, non c’è punto di partenza migliore per un viaggio nella storia e nella cultura della Campania.

Un viaggio che ci riporta indietro nel tempo, fino a quel 24 agosto del 79 d.C. in cui il Vesuvio ‘diede spettacolo’ con la devastante eruzione che seppellì Pompei, Ercolano e Oplontis (l’odierna Torre Annunziata). 

Dal 1944, data dell’ultima eruzione, il vulcano è entrato in una fase di quiescenza. Al fine di preservare l’intera area, nel 1995 è stato istituito il Parco Nazionale del Vesuvio con un’estensione di circa 8.800 ettari.

Il parco, oggi parte delle Riserve della Biosfera Unesco, si divide in due corpi vulcanici, formati dal Vesuvio e dal Monte Somma, diversi per caratteristiche ambientali: il versante vesuviano, ospita una tipica vegetazione mediterranea, mentre il versante sommano, esposto più a nord, si presenta con boschi di castagni, querce, aceri, lecci e betulle.

Tra le circa 900 specie floreali censite ricordiamo l’orchidea e la ginestra, tanto cara al poeta Giacomo Leopardi.

Le pendici sono ricoperte da frutteti e da vigneti dai quali si ricavano alcuni prodotti tipici tra i più conosciuti della Campania. Tra questi i pomodorini del piennolo, le albicocche e il celebre vino Lacryma Christi.

Per esplorare il Vesuvio vi sono 9 sentieri di diversa tipologia, ma la scalata “storica” è quella che parte da Ercolano ed è lunga 4 chilometri; in circa 3 ore si arriva a quota 1170 metri, dove si apre la voragine impressionante del cratere, del diametro di 600 metri e profonda 200 metri.

Tanti sono i viaggiatori che fin dal Settecento affrontano di buon grado l’impresa pur di ammirare il panorama e affacciarsi nella bocca del vulcano. 

 

Scalare il grande cono, passeggiare per i fiumi di lava, percorrere uno dei 9 sentieri o semplicemente respirare l’aria del Vesuvio è un’esperienza irrinunciabile per chi decide di visitare Napoli e la Campania.  

Come una divinità che terrorizza e seduce allo stesso tempo, il Vesuvio è pronto a regalare emozioni indimenticabili.

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